Zero rifiuti

Il mondo (post COVID) che vorrei

Maggio 2021, il confinamento è finito da tempo, e siamo tutti tornati alla vita, possiamo abbracciarci, fare una passeggiata senza ragione, berci un calice di vino in un bar sul mare. Ma qualcosa è cambiato.

Ci guardiamo di più negli occhi, ci stringiamo la mano e capiamo la portata di questo gesto. Quando camminiamo per strada e incrociamo lo sguardo di un vicino o di una persona che vive nel nostro quartiere ci scambiamo un cenno di saluto e un sorriso. Sappiamo in quale casa abita un anziano solo e a turno passiamo di li, chiediamo se tutto va bene e se ha bisogno di un po’ di spesa o di medicinali.

Abbiamo imparato quanto sia importante supportare i commercianti locali. Compriamo il latte con il vecchio metodo del vuoto a rendere e compriamo le mozzarelle dal caseificio perchè nel weekend vogliamo fare i panzerotti in casa e invitare tutti gli amici. Abbiamo riscoperto il valore del cibo buono, che ci mantiene in salute e in forma, e che ci dà l’occasione di fare pasticci con i più piccoli e insegnare loro le nostre meravigliose tradizioni.

Facciamo la spesa al mercato locale, acquistando frutta e verdura di stagione in grande quantità. Perchè si, anche la nostra dieta è cambiata. La carne e il pesce li mangiamo ancora, ma solo una volta a settimana ed è come un piccolo evento speciale, dedichiamo del tempo a prepararla in maniera gustosa invece di buttare in padella il petto di pollo perchè non c’è altro in frigo.

Anche il nostro modo di vestirci è un po’ diverso. Il covid ci ha fatto capire che se un negozio di una grande catena resta chiuso per un lungo periodo, non accade quasi nulla, ma se un piccolo negozio che si impegna a offrire prodotti di qualità o artigianato riesce a riaprire è un miracolo. E allora decidiamo che non ci serve l’ennesima maglietta o un altro paio di scarpe a buon mercato ma che vogliamo andare da quel calzolaio vicino casa, che salutiamo tutte le mattine quando andiamo a lavoro e che è lì da trent’anni e vogliamo un paio di scarpe fatte da lui. Perchè si, le pagheremo di più, ma se tutto va bene, quando fra tanto tempo si remperanno potremo tornare da lui e dire “Me le aggiusti?”.

Abbiamo cambiato anche il nostro modo di spostarci, perchè quanto era bello non guidare? Non trovarci mai nel traffico? Il confinamento ci ha fatto capire che appena ne abbiamo la possibilità vogliamo camminare e usare le bici. La città è più libera, chi ci viene in macchina perchè non può fare altrimenti, trova subito parcheggio e sta attento a tutti questi ciclisti con scarpe eleganti e giacca che vanno a lavoro.

E infine abbiamo imparato una cosa importante, forse la più importante di tutte. Abbiamo bisgno dell’aria, abbiamo bisogno di stare all’aperto, di stare a contatto con la natura, di camminare nel verde, di fare sport sulla riva di un fiume, di respirare l’aria marina ricca di iodio. Questo ci ha fatto capire quanto sia importante preservare la natura, ci ha resi più rispettosi e più attenti, e così se oggi vediamo qualcuno buttare un rifiuto per terra o inquinare le nostre acque ci indignamo sul serio, lo rimproveriamo, protestiamo e facciamo del nostro meglio affinchè ciò non ricapiti.

Perchè la morale della storia è che isolarci in casa perchè la natura si ribella non ci piace affatto.

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